Elenchi beneficiari 5 X mille 2019

Pubblicati gli elenchi dei beneficiari del 5 per mille 2019 sul sito dell’Agenzia delle entrate

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Un domani possibile

Ottavo bando dell'impresa sociale Con i Bambini, per favorire l’inclusione e l’autonomia dei minori e dei giovani migranti arrivati soli nel nostro Paese. Scadenza 9 ottobre 2020.

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Consulenza per campi estivi

Sodalis CSVS organizza un servizio di consulenza per sostenere gli ETS che vogliono presentare progetti educativi a favore dei minori per attivare dei campi estivi nell'attuale emergenza sanitaria.

Per poter accedere al servizio compilare il google form al seguente link.

Nell’eventualità della presentazione di un progetto utilizzando il file predisposto, è consigliabile contattare Sodalis CSVS per una consulenza in quanto il documento, seppur preparato nel totale rispetto della normativa vigente, ha caratteristiche generali che vanno “caratterizzate” sulla specifica progettualità proposta.

Di seguito alcuni allegati utili per la realizzazione dei campi di volontariato:

icon Allegato 8 DPCM campi estivi

icon Progetti Campi Estivi

Progetto DICA Europa!: formazione gratuita su progettazione sociale

Segnaliamo un'importante opportunità di formazione gratuita: il progetto DICA Europa!

Il progetto è articolato in 40 corsi di formazione su tutto il territorio nazionale, l’erogazione di 20 ore di formazione online, di 10 webinar e la realizzazione di oltre 10 eventi di networking. Le attività inizieranno a settembre 2020 per concludersi a dicembre 2021.

L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti (volontari, associati e attivisti che lavorano nel Terzo settore) gli strumenti pratici e metodologici per individuare le forme più opportune di accesso alle risorse finanziarie dell’Unione europea ed elaborare proposte progettuali in linea con gli standard della Commissione europea. In particolare, il percorso intende formare figure professionali appartenenti agli enti di terzo settore, dotate di specifiche conoscenze teoriche e abilità operative nell’ambito del project management per la progettazione sociale.

La partecipazione è gratuita: ed è possibile iscriversi sino al 30 giugno e per la Campania sono disponibili 240 posti.

DICA EUROPA!, è un progetto finanziato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale PON “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO) e sviluppato da Studio Saperessere e Prodos Consulting, in partenariato con Cittadinanzattiva, Arci e Legambiente Scuola e Formazione.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare l’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e attraverso il sito ufficiale www.dicaeuropa.it

 

Decreto rilancio: alcune novità per il Terzo settore

Pubblichiamo alcune opportunità contenute nel decreto Rilancio per gli ETS:

Art 31 (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito), comma 4:

“Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”.

    Art 80 (Modifiche all’articolo 43 in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del Terzo settore):

Viene modificato l’articolo 43 del Cura Italia in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari estendendo la disciplina anche in favore di enti del terzo settore.

    Art 106 (Disposizioni in materia di Terzo settore):

Come richiesto a gran voce da Vita e da tutto il non profit italiano vengono estese in favore degli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che svolgono attività di interesse generale non in regime d’impresa, le misure temporanee per il sostegno alla liquidità di cui all’articolo 1, del decreto- legge Liquidità, n. 23 (8 aprile del 2020).

    Art 107 (Incremento Fondo Terzo settore).

È previsto un incremento di 100 milioni di euro della prima sezione del Fondo Terzo settore, ex articolo 72 del d.lgs. n.117 del 2017, al fine di sostenere interventi delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni del Terzo settore, volti a fronteggiare le emergenze sociali e assistenziali determinate dall’epidemia di COVID -19.

    Art 128 bis (Credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro).

Comma 1: “Al fine di sostenere e incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico [indicati nell’allegato], [alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore, ] è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19”.

    Art 130 ter (Modifiche all’articolo 64 in materia di credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro in favore degli enti del terzo settore).

È esteso il credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro in favore degli enti del terzo settore.

    Art 130 quater (Credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro):

“Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

    Art 167 (Accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille per l’esercizio finanziario 2019).

Questo è il risultato di più battaglie, comprese quelle di Vita e dell’Associazione Italiana Fundraiser, che avevano già portato ad una pubblicazione più celere degli importi relativi al 5 per mille 2018, diffusi già ad aprile).

Oggi si parla già di liquidazione del 5 per mille 2029. Dice la relazione illustrativa: “Al fine di far fronte alle difficoltà rilevate dagli enti del terzo settore che svolgono attività di rilevante interesse sociale e all’imminente esigenza di liquidità evidenziata a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, la norma proposta anticipa al 2020 l’erogazione del contributo del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2019. A tal fine la disposizione accelera le procedure di erogazione del contributo, stabilendo che nella ripartizione dello stesso non si tiene conto delle dichiarazioni dei redditi presentate ai sensi dell'articolo 2, commi 7 e 8, del regolamento di cui al DPR n. 322 del 1998. Conseguentemente l’Agenzia delle entrate provvede alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale degli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio entro il 31 luglio 2020 e le amministrazioni competenti (Ministero del lavoro e delle politiche, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Ministero della salute, Ministero dell’interno, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) procedono all’erogazione del contributo entro il successivo 31 ottobre”.

    Art 236 (Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno).

La norma prevede la concessione di un contributo in favore degli Enti operanti nel Terzo Settore nelle Regioni del Mezzogiorno, allo scopo di fronteggiare gli effetti dell’emergenza Covid-19.

Lo stanziamento complessivo per la misura, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, è pari a euro 120 milioni per l’anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. La norma individua quale soggetto attuatore della misura l’Agenzia per la Coesione territoriale, che indirà uno o più avvisi pubblici finalizzati all’assegnazione di un contributo a fondo perduto agli Enti del Terzo settore operanti nelle aree di attività d’interesse generale richiamate nel comma 3, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento. L’Agenzia per la Coesione territoriale definirà le finalità degli interventi da finanziare, le categorie di enti cui sono rivolti, i requisiti di accesso al contributo, i costi ammissibili e le percentuali di copertura tramite il contributo.

Servizio consulenza: Google for non profit

Sodalis CSVS, vista l'attuale fase d'emergenza, mette a disposizione un servizio di accompagnamento per l'iscrizione delle organizzazione a Google per il non profit.

Per poter richiedere il servizio di assistenza  compilare il formulario al seguente link o contattare la segreteria allo 089.2756511.

 

Schemi di bilancio degli ETS

Pubblichiamo una circolare esplicativa sugli schemi di bilancio per gli ETS preparata dallo Studio Professionale Dottori Commercialisti in Network di Perugia, che ringraziamo

Con il Decreto Ministeriale del 5 marzo 2020 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 di aprile) sono stati fissati gli schemi e le linee guida relativi ai bilanci degli Enti del Terzo Settore.
Circa le tempistiche, da molti è stata sottolineata l’inopportunità della pubblicazione di un provvedimento avente tale natura, in un questo momento di piena emergenza sanitaria e sociale per il paese (poiché, giustamente, i segnali e i provvedimenti che tutti i soggetti del c.d. Non Profit stanno attendendo dovrebbero essere di tutt’altro genere). Laddove, secondo il parere dei più, l’unica (al meno al momento) vera rilevante novità contenuta nei provvedimenti, emanati dal Governo per affrontare questa situazione eccezionale, con riferimento ai soggetti del Terzo Settore, può essere considerata la previsione contenuta nel D.L. 14/2020. Ovvero la possibilità, per tutto il periodo emergenziale da Covid-19, di considerare la qualità di volontario compatibile con quella di lavoratore; cosa invece non possibile negli altri periodi per espressa previsione dell’art. 17, c. 5, del Codice del Terzo settore.
In questa sede, prescindendo da ogni considerazione di merito, si sottolinea che i modelli definiti nel nuovo Decreto dovranno essere applicati a partire dal bilancio relativo all’anno successivo a quello in corso (ovvero bilancio relativo all’anno 2021, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare).
Per quanto riguarda invece i bilanci da approvare, nel periodo di emergenza, per il 2019, si ricorda che (per come già chiarito con precedente documento informativo) già con il Decreto 18/2020 (c.d. Decreto Cura Italia) è stato stabilito che in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto, gli stessi possono approvare i propri bilanci entro 31 di ottobre 2020. Detta possibilità, inizialmente prevista limitatamente alle sole ODV, APS e ONLUS iscritte nei relativi registri, nella legge di conversione del Decreto (approvata lo scorso 24 di aprile) è ora concessa, di fatto, a tutti i c.d. soggetti del Non Profit (quindi associazioni culturali e ricreative non iscritte agli albi di cui sopra, fondazioni, associazioni sportive dilettantistiche, ed enti non commerciali in genere.)
Considerato lo stato di emergenza e le conseguenti limitazioni imposte dalle autorità governative (in primis la sospensione di tutte le manifestazioni e degli eventi, svolti in luoghi pubblici o privati, imposto dal DPCM dell’8 marzo 2020) nonché la concreta impossibilità (da parte forse della stragrande maggioranza degli enti) all’utilizzo della procedura consentita dall’art. 73, co. 4, del richiamato “Decreto Cura Italia”1, si consiglia, di definire le bozze di bilancio e (per gli enti che devono ancora farlo ovvero che vogliono farlo) le bozze di statuto modificati ai sensi del Codice del Terzo Settore, da portare poi alla discussione ed approvazione degli organi assembleari nel momento in cui le condizioni sanitarie e i provvedimenti di legge consentiranno di organizzare le relative riunioni.
In particolare, richiamando quanto già in precedenza scritto, si consiglia di procedere in questo modo:
- convocare e tenere in video conferenza le riunioni del consiglio direttivo ovvero organo di amministrazione2. Richiamando allo scopo appunto quanto consentito dal D.L. 18/2020;
- predisporre la bozza del bilancio/rendiconto economico finanziario da sottoporre poi alla discussione ed approvazione dell’assemblea quando sarà possibile la sua convocazione, approvandolo per adesso come organo di amministrazione;
- predisporre (nel caso ci fossero le condizioni) la bozza delle modifiche statutarie di adeguamento al D.Lgs.117/2017 da sottoporre poi alla discussione dell’assemblea;
- nel verbale della riunione evidenziare le motivazioni (ovvero l’impossibilità di tenere riunioni assembleari, stante l’attuale situazione di emergenza sanitaria e i divieti da questa derivanti) per le quali l’approvazione del bilancio viene rinviato. Stabilendo anche che l’assemblea verrà convocata al termine della situazione emergenziale e dei divieti dei provvedimenti governativi;
- assumere, riportandole sempre in verbale, tutte le altri decisioni necessarie (es., se non già fatto, approvazione bozza preventivo; approvazione rendiconti eventuali raccolte occasionali fondi svolte; decisioni connesse a eventuali rapporti di collaborazione e fornitura in essere; ecc).
Circa il contenuto dei bilanci 2019 seppur, come sopra già chiarito, gli schemi e i contenuti del D.M 5.3.2020 (di seguito sinteticamente descritti) dovranno essere obbligatoriamente utilizzati per i bilanci relativi al prossimo anno sociale, si ricorda che la circolare del Ministero del Lavoro del 29 dicembre 2017 già con riferimento ai bilanci dell’anno passato raccomandava l’utilizzo delle “forme” di bilancio di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 13 del Codice del Terzo Settore.
Sul punto si consiglia quindi di
- iniziare, per quanto e come possibile, a riclassificare gli schemi in uso onde “avvicinarli” a quelli obbligatori;
- analizzare l’impianto e la modalità di tenuta della propria contabilità onde assumere (magari proprio nelle assemblee che decideranno sui bilanci 2019) le scelte atte a definire le eventuali modifiche da adottare a partire dalla contabilità del prossimo anno (2021, per chi adotta l’anno solare) in modo da assicurarsi che la stessa sia adeguata e funzionale ad essere poi “sintetizzata” in bilanci conformi agli schemi e ai contenuti dell’art. 13 del Codice del Terzo Settore e del relativo Decreto attuativo qui in discussione.
Schemi e contenuti dei bilanci degli ETS
Sulla base di quanto dettato dall’art. 13, commi 1 e 2, del c.d. Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017):
- gli enti, diciamo, di media-grande dimensione, ovvero quelli con “ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate” superiori ai 220.000 euro, devono redigere un bilancio
“composito” articolato sui documenti cardini di Stato Patrimoniale, Rendiconto della Gestione e Relazione di Missione. Con riferimento al c.d. principio contabile della competenza economica;
- quelli di piccola e piccolissima dimensione, ovvero con “ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate” inferiori ai 220.000 euro, possono invece redigere un bilancio semplificato, basato sul solo documento di Rendiconto di Cassa.
Gli schemi “devono essere considerati come schemi fissi”, pur essendo possibile alcuni raggruppamenti o ulteriori suddivisioni. Gli stessi, come già sottolineato nella Circolare pubblicata dal CNDCEC3 nell’aprile del 2019, seguono l’approccio modulare degli schemi previsti nelle Linee Guida dell’Agenzia per le ONLUS, poi Agenzia per il Terzo settore, e nelle precedenti raccomandazioni dello stesso CNDCEC.
Rimandando alla lettura integrale degli schemi analitici approvati con il Decreto 5 marzo 2020 (che per comodità si allegano al presente) si richiama, in particolare, l’attenzione sull’importanza, con riferimento agli obiettivi generali (informativi e gestionali) cui devono tendere i bilanci degli ETS, del documento della Relazione di Missione. Destinata, per come previsto dall’art. art. 13, co. 1, del Codice del Terzo Settore a illustrare “le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie”.
E’, in particolare, proprio attraverso questo fondamentale documento che, a parere di chi scrive, vanno forniti a tutti i c.d portatori d’interesse (tra i quali anche le amministrazioni deputate al controllo) gli elementi (anche e forse soprattutto descrittivi) atti a far comprendere la vera natura dell’ente, le attività effettivamente poste in essere dallo stesso (se, del caso, e nelle forme possibili, i principali risultati della stessa) e i criteri per la qualificazione delle stesse sotto il profilo fiscale.
A riguardo si riporta quanto, circa il contenuto da riportare nella Relazione di Missione, indicato ai nn. 1, 20 e 22 dello schema approvato con il Decreto:
- n. 1 – “le informazioni generali sull'ente, la missione perseguita e le attività di interesse generale di cui all'art. 5 richiamate nello statuto… nonchè le sedi e le attività svolte”;
- n. 20 – “l'indicazione delle modalità di perseguimento delle finalità statutarie, con specifico riferimento alle attività di interesse generale”;
- n. 22 – “un prospetto illustrativo dei costi e dei proventi figurativi, se riportati in calce al rendiconto gestionale, da cui si evincano: i costi figurativi relativi all'impiego di volontari iscritti nel registro …; le erogazioni gratuite di denaro e le cessioni o erogazioni gratuite di beni o servizi, per il loro valore normale; la differenza tra il valore normale dei beni o servizi acquistati ai fini dello svolgimento dell'attività statutaria e il loro costo effettivo di acquisto; accompagnato da una descrizione dei criteri utilizzati per la valorizzazione degli elementi di cui agli alinea precedenti”. Dove, secondo quanto riportato nel “Glossario” che accompagna gli schemi approvati con Decreto, per Costi e proventi figurativi devono intendersi “…quei componenti economici di competenza dell'esercizio che non rilevano ai fini della tenuta della contabilità, pur originando egualmente dalla gestione dell'ente. Un esempio di costi figurativi è dato dall'impiego di volontari iscritti nel registro calcolati attraverso l'applicazione, alle ore di attività di volontariato effettivamente prestate, della retribuzione oraria lorda prevista per la corrispondente qualifica…” .
Seppur non obbligatorio, a parere di chi scrive detto documento dovrebbe sempre e comunque essere (certo in forma agevole e semplificata, in rapporto alla dimensione e alle attività) utilizzato anche dagli enti che redigono il bilancio in forma semplificata. 

Di seguito i documenti utili:

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84123 - Salerno
Telefono: 089 2756511
Fax: 089792080
CF: 91036230653
IBAN: IT06L 05018 03400 000016739393

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